| rappresentazione grafica dell’orbita di un pianeta extrasolare come descritto nell’articolo |
| Ecco come si modifica la curva di luce nel periodo di transito |
Dopo la rilevazione iniziale dei nove pianeti extrasolari (in tutto ad oggi sono 452 i pianeti scoperti) con il grandangolo per la ricerca dei pianeti (SuperWASP [1]), il team di astronomi ha utilizzato il spettrografo HARPS (un altro acronimo che sta per High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) sul telescopio ESO di 3,6 metri, presso l’osservatorio di La Silla in Cile, insieme con i dati del telescopio svizzero Eulero, anche questo a La Silla, e i dati provenienti da altri telescopi per confermare le scoperte e studiare i pianeti extrasolari in transito. Sorprendentemente, quando la squadra ha combinato i nuovi dati con le altre osservazioni di altri pianeti di transito hanno scoperto che più della metà di tutti i pianeti gioviani caldi hanno orbite che non sono allineate con l’asse di rotazione delle loro stelle madre e che addirittura sei pianeti extrasolari in questo studio esteso (di cui due delle nuove scoperte) hanno moto retrogrado: ossia hanno la loro orbita nella direzione “sbagliata”.
“I nuovi risultati sembrano contraddire il pensiero convenzionale che le orbite dei pianeti seguano sempre la stessa direzione della rotazione delle loro stelle”, spiega Andrew Cameron dell’Università di St Andrews al meeting.
Nei 15 anni trascorsi dalle prime scoperte degli esopianeti gioviani, questi si sono dimostrati un bel grattacapo difficile da comprendere e da spiegare. Si tratta di pianeti con massa simile o superiore a quella di Giove, ma con un orbita molto vicina alle loro stelle, fatto questo che li rende maggiormente individuabili grazie alla maggiore ampiezza degli effetti prodotti sulla stella principale e sicuramente per questo motivo sono anche gli unici individuati finora. Si suppone che i pianeti giganti del nostro sistema solare si siano formati dove le condizioni ambientali lo consentissero, ossia nella parte più esterna e fredda del sistema planetario e così si pensava che questo principio potesse valere anche per i sistemi extrasolari. Quindi l’esistenza di pianeti gioviani in orbita stretta veniva spiegata facendoli formare lontano dalla loro stella e successivamente fatti migrare verso l’interno in orbite molto più vicine alla stella madre con lo stesso principio del decadimento orbitale che porta a cadere i nostri satelliti, ovvero subiscono un rallentamento del moto orbitale per colpa del residuo di polvere proto planetaria ancora non collassata in pianeti e non soffiata via dal vento stellare. Questo scenario dovrebbe durare appena qualche milione di anni e produrrebbe un’orbita allineata con l’asse di rotazione della stella madre e consentirebbe inoltre la formazione in seguito di pianeti rocciosi simili alla Terra, ma purtroppo questa teoria non può ancora essere spiegata con le nuove osservazioni.
Per tener conto dell’esistenza degli esopianeti retrogradi è stata formulata una teoria alternativa della migrazione che propone che la vicinanza di pianeti gioviani caldi alle loro stelle non è dovuta alle interazioni con il disco di polvere, ma che avvenga per un processo di interazione gravitazionale molto lento dovuto dalla presenza di altri pianeti giganti più lontani o un passaggio ravvicinato con un’altra stella per la durata di centinaia di milioni di anni. Praticamente questi disturbi avrebbero impresso al pianeta gioviano extrasolare un’orbita inclinata e allungata che poi per azione mareale sarebbe costretta a perdere energia ogni volta che oscilla vicino alla stella; il risultato poi sarebbe un’orbita circolare stretta, ma inclinata in modo casuale.
“Un drammatico effetto collaterale di questo processo è che eliminerebbe ogni altro più piccolo pianeta simile alla Terra in questi sistemi”, spiega Didier Queloz dell’Osservatorio di Ginevra.
Sembra che per due dei pianeti retrogradi scoperti di recente siano già stati trovati pianeti compagni più lontani, confermando questa teoria, anche se comunque sarà necessaria una nuova campagna di indagine specifica.
Fotovoltaico migliore con semiconduttori polimerici
Gli investimenti nella ricerca sono importanti sia per la scienza che per l’economia: ogni euro speso in questa può portarne cento in termini di sviluppo e occupazione. I paesi che oggi giustamente investono in istruzione e ricerca sono quelli che domani potranno godere del loro sacrificio iniziale, gli altri, come il caso italiano, saranno costretti a pagare i brevetti stranieri per poter usare queste conoscenze con grave danno per la bilancia commerciale e l’economia nazionale.
| Pannello fotovoltaico tradizionale [1] |
| Yueh-Lin (Lynn) Loo |
Uno dei più gravi ostacoli allo sfruttamento dell’energia fotovoltaica è nell’elevato costo dei semiconduttori all’ossido di stagno/indio su wafer di silicio impiegati nella produzione delle celle fotovoltaiche. Oltretutto la tecnologia attuale offre tutta una serie di problemi che vanno dall’alta percentuale di scarto dovuta ai difetti di produzione fino alla rigidità e alla fragilità di queste celle che ne rendono alti i costi di produzione e quindi di tutta la filiera successiva, che uniti a una efficienza media dell’ordine dell’ordine del 20% solo in condizioni ottimali, rendono l’investimento nel fotovoltaico appetibile solo attraverso incentivi statali a sostegno di questa comunque interessante tecnologia.
Sfiorati da 2010 GA6
Un nuovo asteroide appena scoperto e battezzato provvisoriamente 2010 GA6, incrocierà l’orbita della Terra questa sera (8/4/2010) alle 23:06 UTC. Almomento di massimo avvicinamento 2010 GA6 sarà a circa 359.000 km di distanza dalla Terra (9/10 la distanza della Luna). L’asteroide, di circa 22 metri di larghezza, è stato scoperto dalla Catalina Sky Survey di Tucson in Arizona. Comunque non ci sono rischi per il nostro pianeta e anche stanotte potremo andare a dormire tranquilli.

Perulteriori informazioni sugli asteroidi e gli oggetti vicini alla Terra,visitare il sito: http://www.jpl.nasa.gov/asteroidwatch
L'illegittimo impedimento.
L‘altro giorno ho picchiato un signore che mi aveva soffiato il parcheggio; sono dovuti intervenire i vigili urbani e mi sono beccato una denuncia. Oggi ho il processo per direttissima ma ho anche un importante impegno di lavoro: infatti non ve l’ho detto, sono un neurochirurgo e oggi devo operare. Posso appellarmi al legittimo impedimento?
Mia moglie è fuggita di casa con l’amante, mi sono recato in un bar, mi sono ubriacato e ho sfasciato il locale. Faccio il gruista in un cantiere, ma oggi sono stato convocato in tribunale. Posso appellarmi al legittimo impedimento?
Auguri a tutti i Lettori
Non ho mai avuto una grande passione per le feste ricordate, Il finto buonismo che vuole che vengano scambiati sorrisi e magari anche doni con le stesse persone con cui fino al giorno prima si è avuto da ridire e che sicuramente il giorno successivo si riprende a odiare; come ho sempre cercato di insegnare ai miei figli il Natale non viene solo il 25 dicembre ma ogni volta che riusciamo a far nascere la figura di Gesù nel nostro cuore, con le nostre opere terrene; lo stesso vale per la Pasqua, Gesù risorge ogni volta che ammettiamo con umiltà i nostri errori e chiediamo perdono al prossimo del torto che gli abbiamo fatto.
Quindi l’augurio che vi faccio non si ferma solo alla data del 4 aprile 2010 ma che valga per ogni momento di ogni giorno, abbiate l’umiltà di perdonare e di chiedere perdono e che per Voi sia una Felice Pasqua sempre.
Il Buco della Serratura del cielo
La passione per l’astronomia ha da sempre guidato la mia vita e il mio pensiero, sono da sempre affascinato dai misteri del cosmo che non posso esularmi dal raccontarli: per me sono come dei vecchi e muti amici che mi accompagnano e rendono meno sola la mia umile esistenza di semplice mortale.
| Carena Nebula [1] |
Uno degli oggetti più affascinanti del cielo è senza dubbio la Nebulosa Carena anche conosciuta come NGC 3372 o C 92 a seconda del nome del catalogo in cui è stata registrata che contiene un’altra nebulosa altrettanto famosa: la Nebulosa Keyhole (Buco della serratura), e una delle stelle più rare della nostra galassia: Eta Carinae, una delle poche ipergiganti ancora esistenti, una stella 5 milioni di volte più luminosa del Sole e il cui raggio è 80 volte più grande (quasi quanto l’orbita di Mercurio), che pesa circa 150 volte più della nostra stella e.. che da qui a qualche migliaio di anni (in realtà forse è già accaduto ma ancora non lo sappiamo) esploderà in una supernova, forse addirittura in una ipernova, ad appena 7.500 anni luce di distanza: in scala cosmica è come avere una bomba atomica innescata dietro casa.
| Animazione di una supernova [2] |
Questa mirabile stella fu studiata per la prima volta da Edmond Halley (lo scopritore dell’orbita dell’omonima cometa) dall’isola di Sant’Elena (la stessa di Napoleone) nel 1677 che la descrisse come una stella di magnitudine 4, in seguito la sua luminosità parve aumentare per poi ridiscendere e successivamente risalire, tanto che nel 1843 raggiunse la magnitudine apparente di -0,8 rivaleggiando addirittura con Sirio (-1,42) e Canopo (-0,62).
Eta Carinae è una stella variabile di tipo S Doradus, un tipo di stella che a causa della sua grande massa produce tanta di quell’energia da disperdere parte della sua materia nello spazio, un po’ come l’acqua in una pentola che quando bolle troppo, trabocca. È proprio in conseguenza a uno di questi momenti che la stella si è resa particolarmente visibile nel 1843, generando poi due bolle che hanno dato origine alla nebulosa Homunculus, preludio forse della sua morte che quando avverrà sarà indubbiamente l’esplosione più spettacolare a cui potremmo assistere da vicino.
“L’immagine di Hubble della Nebulosa Carina è così bella, e illustra l’intero ciclo di vita delle stelle”, dice Mutchler, che, insieme a Grice, ha esposto per la prima volta l’immagine tattile nel gennaio 2010, al convegno dell’American Astronomical Society a Washington (DC) “Ho pensato che le persone non vedenti avessero anch’essi il diritto di poter esplorare e imparare.”
[1] http://www.phys.ncku.edu.tw/%7Eastrolab/mirrors/apod/image/9905/keyhole_noao_big.jpg
[2] http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/53/Supernova_animated.gif
[3] http://www.phys.ncku.edu.tw/~astrolab/mirrors/apod_e/image/0806/etacar2_hst.jpg
[4] http://www.nasa.gov/images/content/436264main_carinabook.jpg
Non voglio parlare di (anti)politica!
Referendum sulla marijuana in California
Ne avevo già parlato in un altro articolo: Proibizionismo e risorse energetiche per il futuro, sui reali motivi che avevano imposto l’embargo e avevano decretato la criminalizzazione di una pianta conosciuta sempre dall’uomo, adesso in tempi di crisi globale queste idee vengono rimesse in discussione.
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| Cannabis |
Questa relazione in pratica afferma che la legalizzazione della Cannabis potrebbe ridurre la spesa pubblica degli Stati Uniti per 7,7 miliardi dollari all’anno. La legalizzazione della stessa porterebbe un gettito fiscale di 2,4 miliardi di dollari solo se fosse tassata come tutte le altre merci e 6,2 miliardi dollari se venisse adottata l’accisa che ora pende su alcool e tabacco. Questi effetti sul bilancio possono addirittura essere più importanti e sottostimati nel rapporto, ma comunque una differenza di 14-15 miliardi di dollari sono troppi per non essere visti.
Nucleare, a chi serve?
Sono mesi che ci penso, forse ora è giunto il momento che mi occupi di scrivere un articolo su un tema spinoso e inquietante: l’uso della tecnologia nucleare civile per la produzione in grande scala di energia in Italia, ovvero il ritorno al nucleare.
Il 26 aprile 1986 alle ore 01:23:45 in Ucraina avveniva il più grande disastro nucleare civile della storia: il Disastro di Černobyl’. Non sto a raccontare come avvenne il disastro e quali erano le gravi carenze progettuali di quei reattori RBMK 1000 il cui scopo oltre che alla produzione civile di energia elettrica era quella di produrre il plutonio per costruire armi nucleari, piuttosto vorrei sottolineare che a seguito dell’ondata di panico che ne seguì soprattutto in Europa, l’8 e il 9 novembre 1987 In Italia venne celebrata una tornata referendaria con cinque quesiti, di cui ben tre erano indirizzati espressamente a bloccare ogni attività di sviluppo costruzione e l’esercizio delle attività delle centrali nucleari in Italia. È bene ricordare i quesiti, visto che molti votanti di oggi non li hanno vissuti e gli altri probabilmente manco se lo ricordano, comunque quello era un momento particolare, lo strumento referendario ancora funzionava e i partiti temevano quei momenti di partecipazione democratica.
NORME CHE CONSENTONO DI COSTRUIRE CENTRALI NUCLEARI ANCHE SENZA IL CONSENSO DEI COMUNI E DELLE REGIONI
«Volete voi l’abrogazione del terz’ultimo comma dell’articolo unico della legge10 gennaio 1983, n.8: “Norme per l’erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali elettriche alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi”, comma che reca il seguente testo: “Qualora entro i termini fissati dall’articolo 2, secondo comma, della legge 2 agosto 1975, n. 393, non sia stata perfezionata la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento è effettuata dal Cipe, su proposta del ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato, tenendo presente le indicazioni eventualmente emerse nella procedura precedentemente esperita”?»
NORME CHE PREVEDONO FINANZIAMENTO AI COMUNI E ALLE REGIONI CHE ACCETTANO CENTRALI NUCLEARI ED ALTRE ALIMENTATE DA COMBUSTIBILI DIVERSI DAGLI IDROCARBURI
«Volete voi l’abrogazione dell’articolo unico, primo comma, della legge 10 gennaio 1983, n.8: “Norme per l’erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali elettriche alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi”, limitatamente ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12?»
RISULTATI SECONDO QUESITO [1] Elettori 45.870.230 Votanti 29.871.570 % Votanti 65,1 Astenuti 15.998.660 % sugli Elettori 34,9 Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.618.624 % 79,7 RISPOSTA NEGATIVA 5.247.887 % 20,3 Totale 25.866.511 Voti non Validi Totale 4.005.059 % sui Votanti 13,4 Schede Bianche 2.654.572 % sui Votanti 8,9 Quesito numero treNORME CHE CONSENTONO ALL’ENEL DI PARTECIPARE, IN ALTRI PAESI, ALLA REALIZZAZIONE E ALL’ESERCIZIO DI CENTRALI NUCLEARI, COME IL REATTORE AL PLUTONIO “SUPER-PHENIX”«Volete voi l’abrogazione dell’articolo unico, primo comma, della legge 18 dicembre 1983, n. 856 recante: “Modifica dell’articolo 1, comma settimo, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, sull’istituzione dell’ente nazionale per l’energia elettrica”, limitatamente alle parole: “b) la realizzazione e l’esercizio di impianti nucleari”?»
RISULTATO TERZO QUESITO [1] Elettori 45.849.287 Votanti 29.855.604 % Votanti 65,1 Astenuti 15.993.683 % sugli Elettori 34,5 Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 18.795.852 % 71,9 RISPOSTA NEGATIVA 7.361.666 % 28,1 Totale 26.157.518 Voti non Validi Totale 3.698.086 Schede Bianche 2.388.117 % sui Votanti 8
In seguito all’esito del referendum furono sospesi i lavori di costruzione della centrale di Trino 2 (Vercelli), furono definitivamente chiuse le centrali di Latina, di Caorso (Piacenza) e la Enrico Fermi sempre a Trino (Vercelli) e riconvertita la centrale di Montalto di Castro (Viterbo) in una centrale a policombustibile sfruttando le infrastrutture già esistenti e cambiando nome in Alessandro Volta.
La cosa curiosa di quest’ultima è che è la centrale più potente oggi in Italia ma anche che è poco utilizzata (circa 3.000 ore all’anno su un massimo teorico di 8.760). Infatti a fronte di una potenza totale lorda istantanea di 98 GW producibile in Italia, i picchi di consumo più alti sono stati raggiunti nel 2008 con 63 GW nell’estate, mentre la media dei consumi è all’incirca di 30-40 GW giornalieri. Ovviamente la potenza teorica non potrà mai essere raggiunta, impianti fermi per manutenzione, guasti temporanei alla rete di distribuzione etc… ma sarebbe anche giusto che alla gente venissero forniti questi dati visto che l’energia elettrica serve alla sopravvivenza della nostra civiltà moderna. Un’altra cosa importantissima spesso dimenticata quando si parla di generazione di energia elettrica è la necessità di avere la disponibilità di enormi quantità di acqua in prossimità delle centrali per la refrigerazione degli impianti stessi, per questo nei momenti di siccità la produzione elettrica può calare anche considerevolmente, vista la necessità di raffreddare gli impianti. Su questo piccolo importantissimo punto una centrale nucleare soffre un grave handicap rispetto alle altre centrali più convenzionali: quest’ultime possono essere spente in pochissimo tempo, mentre una di tipo nucleare no, il rischio di non avere il necessario apporto d’acqua per raffreddare gli impianti è un pericolo per l’ambiente: oltre a esporre l’intero sistema a guasti e rotture esiste il più banale pericolo di riscaricare acqua calda (necessaria al sistema di condensazione) nell’ambiente, comportando seri rischi per l’habitat naturale, come è spesso avvenuto.
Il 28 maggio 1959 l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e l’ Agenzia Internazionale Energia Atomica (AIEA) firmarono un accordo di cooperazione e di consultazione preventiva su tutte le informazioni sanitarie riguardanti il tema nucleare: ovviamente poi è successo che questo accordo venisse usato poi dall’AIEA a suo esclusivo vantaggio per insabbiare e bloccare qualsiasi rapporto sui rischi reali sull’uso dell’energia atomica nel mondo: studi epidemiologici, statistici, analisi compromettenti etc. [3]
Ma ora veniamo ai recenti fatti italiani che hanno spinto il Governo a ridiscutere il risultato referendario dell’87 rimandando ad un articolo successivo sulle alternative reali e immediatamente fattibili al ritorno del nucleare civile in Italia.
Le scuse fondamentali sono quella della necessità di diversificare la dipendenza energetica italiana ad altri Paesi che non siano gli abituali fornitori di gas naturale e petrolio, Russia e Libia principalmente ,e ovviamente il rispetto degli accordi internazionali di Kyoto e quelli con l’Unione Europea sulla riduzione delle emissioni di CO2 in seguito alla conferenza mondiale sul clima di Copenhagen (COP15). Gli intenti sono nobili, però questi sono in contrasto sul piano previsto dall’UE di ridurre almeno del 20% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 per l’anno 2020.
Una centrale elettronucleare richiede una decina d’anni fra la costruzione e l’attivazione, ad esempio la centrale nucleare finlandese Olkiluoto-3 (primo reattore europeo EPR, come quelli che si vorrebbero costruire in Italia) fu approvata nel 2002 dal parlamento, i lavori iniziarono nel 2005 e forse finiranno nel 2012, passando da un budget inizialmente stimato di 2,5 miliardi di euro a oltre 5,3 miliardi previsti con un aumento di oltre il 200% del costo, che per mantenerlo basso sono stati dati in appalto a ditte esterne molti lavori di costruzione con l’effetto invece opposto: opere mal riuscite, errori di progettazione e di realizzazione, guasti etc.
L’EPR è un progetto della francese Areva, che ha recentemente perso la partnership con la tedesca Siemens AG che ha preferito allearsi con la russa Rosatom per lo sviluppo e la commercializzazione dei più economici reattori come i VVER, e che ha trovato nell’Enel un partner per lo sbocco sul mercato italiano che rientra nel nucleare soprattutto dopo le commesse perse negli Emirati Arabi (20 miliardi di dollari).
Comunque a scanso di equivoci, il ritorno al nucleare in Italia era stato già previsto in un accordo firmato tra Edf e Enel il 24 febbraio 2009 mentre la legge che sancisce il ritorno al nucleare è la 99/2009 art. 25 e successivi promulgata il 23 luglio del 2009: se pensiamo che qualsiasi accordo (commerciale – politico) richiede lunghe trattative per essere firmato… come dire.. chi ha evidenti interessi puramente economici, anche a evidente discapito della salute pubblica e dell’evidenza dell’impraticabilità di questa scelta costosa, in questa pessima pagina di storia… si è portato avanti col lavoro.
Uno spettacolo celeste
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| una Perseide, lo spettacolo è analogo |
Ogni anno a fine aprile, la Terra passa attraverso la coda della cometa Thatcher. Questo incontro provoca una pioggia di meteoriti chiamato Liridi, prendendo il nome dalla costellazione della Lira da dove apparentemente sembrano provenire (radiante). Le Liridi spesso lasciano dietro delle tracce luminose che possono rimanere visibili nel cielo notturno anche per un minuto.
Tempo permettendo, il momento migliore per vedere lo sciame delle Liridi sarà durante le ore di buio prima dell’alba il 22 aprile. L’osservazione del cielo nelle zone rurali deve essere in grado di individuare una meteora ogni pochi minuti. Non preoccupatevi di portare un binocolo o un telescopio per osservare le meteore, basta l’osservazione ad occhio nudo!
Il Liridi di solito producono da 15 a 20 meteore ogni ora visibili al loro culmine ma possono esserci picchi che possono portare il tasso di meteore visibili fino a 100 ogni ora, ma queste rare esplosioni di attività non sono facili da prevedere. Questa è una delle ragioni per cui le Liridi valgono la pena di esser seguite. L’unico modo per sapere con certezza è quello di andare fuori e guardare!
Per chi non può osservare l’evento può ascoltare il radar in linea può comunque godersi lo spettacolo celeste(http://spaceweatherradio.com/).





