Autore: Umby
Binario Alieno
| I Binari vanno sempre in coppia |
I Binari sono umanoidi provenienti dal pianeta Bynaus e sono interconnessi fin dalla nascita col loro network planetario, un po’ il loro Internet, attraverso l’asportazione del lobo parietale e la sua sostituzione con un processore sinaptico.
La ninna nanna de la guerra
Da sempre ho fatto mio il motto di Salvor Hardin, primo Sindaco di Terminus: «la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci». Questo motto lo dedico a tutti coloro che ritengono che possano esistere guerre giuste, guerre umanitarie, guerre sante, esportazione della democrazia, missioni di pace, etc… tutte dizioni che hanno un unico denominatore: le armi. A loro va anche questa poesia.
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!
Long Life and Prosperity, little big Probe!
Dopo aver letto di alcune tesi su presunte interferenze aliene alla Voyager 2, ho deciso di rispondere all’argomento su questo Blog, non avevo parlato prima di quanto accaduto alla sonda perché non volevo trasformare il mio sito nel portavoce ufficiale del Jet Propulsion Laboratory in lingua italiana, ma vedo che purtroppo simili notizie si prestano ad essere distorte fino a minare la credibilità della ricerca scientifica.
| una sonda Voyager |
| Rappresentazione grafica della Voyager 2 ai confini del Sistema Solare |
Global Warming sui ghiacci polari
| ICESat 1 Cortesia NASA |
| Variazione della Calotta polare Artica dal 1979 al 2007 |
Quando il ghiaccio marino si forma, questo rilascia la maggior parte del suo sale nell’oceano. E l’aumento di salinità rende le masse d’acqua superiori dell’oceano più dense e pesanti, che sprofondando nel mare attivano un’immensa pompa di calore chiamata circolazione termoalina oceanica, che influenza fortemente il nostro tempo e il clima, come avevo già accennato in questo articolo: Meteorologia e riscaldamento globale.
N.E.O. Warning
- Esplosione nucleare
Un ordigno a fusione viene fatto esplodere ad una distanza ottimale dall’asteroide, in questo modo parte della superficie viene vaporizzata cambiandone la quantità di moto e quindi la traiettoria.
- Impatto cinetico
Sparare una sonda contro l’asteroide per cambiarne il vettore di velocità, l’effetto è minore del precedente ma almeno non avremmo ordigni nucleari da mandare nello spazio.
- Collettore Solare
Riprendendo un’idea del 1993 del planetologo H. J. Melosh, è quella di usare uno specchio gigante per focalizzare la luce solare sull’asteroide per vaporizzarne parte della superficie ed ottenere un getto di gas che sia in grado di modificarne l’orbita, un po’ come già succede alle comete in prossimità del Sole. Una alternativa consiste in una schiera di sonde con specchi più piccoli che focalizzano nel medesimo punto: Questa proposta è attualmente studiata anche dalla Planetary Society.
- Motore a getto di massa
In questo caso è una sonda che atterra sull’asteroide e che proietta il materiale scavato nello spazio: Il risultato è discreto, il 50% dell’energia disponibile viene convertita in energia cinetica per produrre un cambiamento nel momento lineare: per contro la missione appare un po’ troppo complessa.
- Motore a ioni
Anche qui si prevede di far atterrare una navicella dotata di un propulsore a ioni e usarlo per modificare la traiettoria e velocità dell’asteroide.
- Rimorchio gravitazionale
Uno studio di due scienziati e astronauti statunitensi, Edward Lu e Stanley Love, pubblicato su Nature nel 2005, propone l’invio di un enorme razzo per rimorchiare via gli oggetti in questione.
Questo veicolo stazionando sopra l’asteroide è in grado di deflettere l’orbita dell’asteroide quanto basta per spostarlo fuori pericolo. Una massa di 20 tonnellate si può tranquillamente deflettere un asteroide di 200 metri in circa un anno di tale rimorchio gravitazionale. Semmai il problema sarà quello di inviare una simile sonda fuori dalla Terra, a meno che non venga costruita con materiale lunare.
Per 500.000 dollari in più.
Il Denaro è un Dio Pagano che tutto corrompe e che troppo spesso richiede barbari sacrifici umani ben peggiori di quelli delle antiche divinità pagane, in quanto il barbaro sacrificio si tramanda anche alle future generazioni, perché non si accontenta di spezzare poche vite in cerimoniali di poche ore, ma pretende l’idolatria tutti i giorni per tutto l’anno tutti gli anni attraverso la sua icona che è il PIL, ad essa vanno sacrificate intere nazioni come ora la Grecia, interi popoli come quelli africani, l’intero pianeta con l’inquinamento.
La BP non era direttamente proprietaria della piattaforma esplosa nel Golfo del Messico “Deepwater Horizon“, ma aveva un contratto di perforazione con la Transocean, la vera proprietaria della piattaforma e gli 11 morti nell’incidente erano suoi dipendenti. Anche qui una sorta di contratti e società che, come le scatole cinesi, limitano i costi e le responsabilità delle multinazionali, scaricando questi ultimi sui subappaltatori.
Nel 2005 fu ritenuta responsabile dell’esplosione della raffineria di Texas City che uccise 15 persone ferendone altre 170, venne multata con 135 milioni di dollari dal governo americano e risarcì i familiari delle vittime con 1,6 miliardi di dollari (quell’anno dichiarò un utile per 19 miliardi).Comunque senza andare troppo indietro nel tempo tra l’agosto e il novembre 2009 c’è stato un’altro grave incidente a un’altra piattaforma off-shore, la West Atlas, nel mare di Timor, fra l’Australia e le Filippine, che ha scaricato (si stima) dai 10.000 ai 30.000 metri cubi di petrolio creando una chiazza di di petrolio 6.000 chilometri quadrati che ha raggiunto le acque indonesiane. Gli agricoltori di alghe indonesiani e i pescatori a Timor Ovest riferirono che la catastrofe abbia distrutto il loro raccolto e ridotto la pesca fino all’80%. Anche lì, sono occorse 11 settimane e una nuova trivellazione per fermare la marea nera. Ancora una volta una BOP senza il dispositivo d’azionamento acustico ha fallito.
ci sia in ballo il denaro e il potere che da esso deriva, l’obbiettivo è quello di portare a casa il massimo dei profitti, anche quando questi vanno a scapito delle più elementari norme di sicurezza ambientali e personali:
questo, Signore e Signori, è il Capitalismo.
Le origini della Vita (seconda parte)
La «panspermia» è una teoria riguardante l’evoluzione e l’origine della vita sulla Terra alla luce delle attuali scoperte scientifiche di cui disponiamo.
Essa sostiene che la vita sulla Terra proviene dallo spazio, e che solo l’evoluzione della vita a forme più elevate possa essere stata autoctona.
Al contrario di si potrebbe supporre, la panspermia non è una teoria del tutto nuova, il primo a parlarne fu il filosofo greco Anassagora, che a sua volta influenzò il pensiero di Socrate. Tuttavia, il pensiero aristotelico della generazione spontanea fu scelto dalla scienza per più di 2000 anni. Poi nel 1864 il chimico francese Louis Pasteur dimostrò coi suoi esperimenti l’infondatezza di questa teoria smentendo l’ipotesi della generazione spontanea. Nel 1870 il fisico inglese Lord Kelvin e il fisico tedesco Hermann von Helmholtz incoraggiati dagli studi di Pasteur ipotizzarono che la vita potrebbe essere arrivata dallo spazio, ma fu nel primo decennio del 1900, che il chimico e premio Nobel svedese Svante Arrhenius teorizzò che spore batteriche provenienti dallo spazio possono essere stati i semi della vita sulla Terra.
Nel 1920, il biochimico russo Aleksandr Oparin e indipendentemente il genetista inglese Haldane, riproposero la dottrina della generazione spontanea in una forma più sofisticata. Nella nuova versione, a sostegno di questa teoria, nel 1953, i chimici americani Stanley Miller e Harold Urey dimostrarono che alcuni amminoacidi possono formarsi chimicamente da una miscela di ammoniaca e metano sotto l’azione energetica di radiazioni. Questo esperimento è ormai famoso, e la teoria di Oparin-Haldane prevale ancora oggi.
A partire dagli anni 1970, gli astronomi britannici Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe riaccesero l’interesse nella panspermia. Essi proposero che le comete, che sono in gran parte fatti di ghiaccio d’acqua, veicolino la vita batterica attraverso le stelle proteggendola dai danni della radiazione interstellare con il loro ambiente.
È dimostrato infatti da campagne di osservazione eseguite principalmente con i radiotelescopi che la polvere interstellare contiene composti organici e ormai è universalmente accettato che lo spazio contenga gli “ingredienti” della vita.
Questo sviluppo potrebbe essere il primo indizio di un cambiamento di paradigma enorme. Ma la scienza tradizionale non ha ancora accettato gli assunti della panspermia moderna, nonostante che molti membri della comunità scientifica internazionale ne condividano le idee.
Hoyle e Wickramasinghe inoltre estesero il concetto di panspermia per farle includere una nuova comprensione dei meccanismi dell’evoluzione. Pur accettando il fatto che la vita sulla Terra si è evoluta nel corso di circa quattro miliardi di anni, che l’evoluzione non può essere spiegata solo con mutazioni casuali e la ricombinazione tra i geni per gli organismi unicellulari, anche se essi si svolgono in un ampio arco di tempo: quindi anche i programmi genetici devono venire da qualche parte oltre la Terra. Questa loro teoria estesa è chiamata «panspermia forte».
Nel frattempo, su una pista diversa, nei primi anni 1970, il chimico e inventore britannico James Lovelock ha proposto la teoria che la vita stessa controlli l’ambiente per renderlo adatto a sè stessa. La teoria, chiamata Gaia, è diventata oggetto di un piccolo ma crescente culto. Tuttavia, vista da una prospettiva darwiniana, la teoria di Gaia sembra assumere le caratteristiche di una vera teologia. È difficile immaginare come i processi proposti da Gaia che richiedono milioni di anni possano essere scoperti per tentativi ed errori. In risposta a tali critiche, Lovelock stesso ha proposto una versione meno audace di Gaia.La nuova proposta è che i processi di Gaia non sono esclusivi allaTerra, ma questi preesistono e sono universali in quanto la vita dallo spazio porta con sé i processi di Gaia. In questo modo i meccanismi di Gaia che sono necessari per lo sviluppo di forme superiori di vita possono realizzarsi su qualsiasi pianeta.
Questa nuova teoria della panspermia ampliata si chiama «Ascendenza Cosmica» e questo nuovo modo di pensare l’evoluzione e l’origine della vita sulla Terra è profondamente diverso dal paradigma scientifico dominante.
Non sono le risposte che riesce a dare la nuova teoria a scatenare il dibattito filosofico, ma le sue nuove domande:
l’Ascendenza Cosmica implica quindi che la vita non può che discendere da antenati evoluti almeno come sé stessa, e quindi che in passato non ci possa essere stata l’origine della vita dalla materia non vivente. Senza quindi cercare un intervento soprannaturale, dunque, possiamo concludere che la vita debba essere sempre esistita, quantomeno in potenza.
A tale domanda la risposta arriva dai postulati del principio antropico che afferma se una o più delle costanti fisiche fondamentali avessero avuto un valore differente alla nascita dell’universo, allora non si sarebbero formate le stelle, né le galassie, né i pianeti e la vita come la conosciamo non sarebbe potuta esistere.
Anche se queste conclusioni attraversano i confini tra scienza, filosofia e religione, l’unica misura della giustezza di una teoria scientifica è data unicamente dalle osservazioni (metodo scientifico).
Sono molte le osservazioni osservazioni scientifiche a sostegno della teoria della panspermia, fino a ipotizzare che la versione conosciuta come Ascendenza Cosmica non sia solo un interessante esercizio puramente accademico ma che possa essere almeno l’embrione di un nuovo modo di pensare l’Universo e il ruolo che ricopriamo in questo.
Farò altri articoli per illustrare queste osservazioni, intanto vi lascio con una lista di nomi di alcuni scienziati che appoggiano l’ipotesi della panspermia e vi chiedo di scrivere il Vostro punto di vista in proposito.
Chi ci guadagna dallo status quo?
Ho accennato già in passato su questo Blog su alcuni dei problemi principali delle centrali nucleari e sugli enormi costi di realizzazione 1 che, se in Finlandia un reattore nucleare EPR verrà chiavi in mano sui 6 miliardi di Euro, quasi sicuramente in Italia verrà a costare almeno il doppio o addirittura il triplo, per i motivi ben noti. Vediamo ora che un cifra di spesa certamente prossima a 40-50 miliardi di Euro (se non addirittura il doppio) per i 4 generatori EPR che l’accordo del febbraio 2009 impegna l’Enel a costruire sul territorio italiano entro il 2020, potrebbe essere usata in maniera molto più intelligente e proficua per i cittadini e per l’Ambiente.Queste abitazioni grazie alla loro impronta energetica bassissima potrebbero tranquillamente usare ad esempio le sonde geotermiche (dei pozzi artificiali di 30-60 metri di appena 15 cm di diametro) installate al momento della costruzione delle fondamenta e avere un sistema di climatizzazione (riscaldamento/refrigerazione) a costo zero sfruttando semplicemente il calore latente del terreno, e a zero emissioni specialmente se il sistema venisse alimentato da un sistema fotovoltaico o un altro sistema di generazione elettrica autonomo.
Il surplus energetico prodotto attraverso questi sistemi di generazione elettrica autonomi, integrati nell’edificio o nell’ambiente architettonico circostante in fase di progettazione, potrebbe essere reimmesso nella rete pubblica cittadina che fungerebbe anche da tampone nel momento in cui l’energia richiesta
fosse maggiore di quella prodotta o si verifichi un guasto al sistema di generazione autonomo.Anche le acque fognarie possono e dovrebbero essere riutilizzate attraverso gli stessi impianti di raccolta dell’acqua piovana con il sistema della fitodepurazione; quindi vediamo come con pochi e opportuni accorgimenti tecnici sia possibile ridurre al minimo l’impatto energivoro dei complessi abitativi che da soli si succhiano più di un quarto dell’energia prodotta nel nostro paese.
Ora sarebbe ovviamente improponibile pensare di estendere questi metodi alle vecchie abitazioni, ma imporre per legge, come stanno già facendo in Germania o in altri paesi del Nord Europa, certe misure di costruzione restrittive (ad esempio divieto di costruire edifici oltre la classe C, vedi tabella) e man di mano sostituire gli edifici più obsoleti con nuovi costruiti con questi criteri più rispettosi dell’ambiente, sicuramente il risparmio sulla bolletta energetica potrebbe arrivare a coprire oltre 50% del fabbisogno dei consumi delle abitazioni italiane, tenendo ovviamente fuori le abitazioni dei centri storici,
arrivando così a risparmiare intorno ai 15-20 milioni di tonnellate di petrolio equivalente, ovvero dai 35 ai 60 milioni di tonnellate di CO2 non emessi nell’atmosfera, una cifra importante per il raggiungimento degli obiettivi di contenimento europei degli accordi di Copenhagen, senza gravare i costi di nuove centrali atomiche sui cittadini e sull’ambiente, producendo un consistente risparmio nella spesa pubblica per l’importazione di gas e petrolio e in futuro dell’uranio arricchito.Questa è oggi la sfida che ci attende, abbiamo gli architetti e gli ingegneri tra i più bravi al mondo (tranne quello che ha disegnato l’obbrobrio davanti a casa mia), i migliori designer che potrebbero rendere questo meraviglioso Paese l’unica e autentica prima meraviglia del globo, altro che ritorno al nucleare, questa potrebbe essere la killer application del XXI secolo, l’occasione per un nuovo Rinascimento Italiano.
I rifiuti? Cerchiamo di produrne il minimo indispensabile e su quelli pratichiamo la raccolta differenziata: l’alluminio costa tantissima energia elettrica per produrlo, ricicliamolo; la carta è cellulosa e viene dagli alberi, non sprechiamola; il vetro, la plastica …
Il 95% di quello che scartiamo si può e si deve riciclare, dal punto di vista prettamente energetico è molto più conveniente e meno inquinante riciclare piuttosto che lavorare la materia grezza per produrre gli stessi oggetti. Usiamo i mezzi di trasporto pubblico quando è possibile e pretendiamo che essi siano poco inquinanti, alle volte vedo i tram a gasolio che sembrano dei vecchi rimorchiatori, rinunciamo ai mezzi privati come i super inquinanti SUV per andare a far la spesa al supermercato, e prendiamo una city-car meno inquinante e meno cara per il bilancio familiare.
Pretendiamo che gli ortaggi freschi vengano dalle coltivazioni vicine, per muovere un pomodorino san marzano dalla Spagna o Israele ci vuole la nave o l’aereo, andiamoci noi in ferie al posto del loro pomodorino sulla nostra tavola.
Il pianeta padre degli dei
Pubblico volentieri questa ricerca fatta da mio figlio (col mio aiuto, lo ammetto, ma poco poco) per la scuola; buon sangue non mente
Il pianeta è composto per almeno ¾ da gas: il 75% da idrogeno e il 24% da elio, mentre il restante 1% è suddiviso in gas più complessi come metano, ammoniaca, ossigeno, neon e zolfo e altri gas più complessi.· missioni Pioneer 10 e 11 (1973-1974)
la sonda numero 10 è l’oggetto che finora è andato più lontano creato dall’uomo
Come la sua nave-sorella Pioneer 10, anche Pioneer 11 porta una placca dorata con dei messaggi indirizzati a una intelligenza aliena.
· missioni Voyager 1 e 2 (1979)
Voyager 1 porta con sé un disco registrato d’oro (che contiene immagini e suoni della Terra, assieme a qualche istruzione su come suonarlo, nel caso qualche civiltà extraterrestre lo trovi. È ancora in attività per studiare i confini del Sistema Solare.
Come la prima anche la Voyager 2 porta con sé il disco d’oro. È finora l’unica sonda umana che abbia studiato i pianeti Urano e Nettuno.
· missione Ulysses (1992-2004)
questa è una missione che studiava i poli del Sole e che nella sua orbita ha incontrato Giove 2 volte. Dopo il suo spegnimento avvenuto il 30 giugno del 2009, la sonda continuerà ad orbitare intorno al Sole come se fosse una cometa costruita dall’uomo.
· Missione Galileo (1995)
Durante il viaggio verso il pianeta ha scoperto il primo satellite di un asteroide, è stata la prima sonda ad orbitare per 8 anni attorno a Giove e a lanciare una piccola sonda nella sua atmosfera per studiarne la composizione.
· missione Cassini (2000)
Sviluppata dalla NASA in collaborazione con l’ESA (l’agenzia spaziale europea) e con l’ASI (l’agenzia spaziale italiana), la sonda Cassini è un prodigio della tecnologia spaziale del XX secolo, costituita da due componenti distinte: un orbiter e una sonda secondaria (Huygens). Pensata per studiare Saturno , ha incrociato durante il viaggio anche Giove, per sfruttarne l’effetto fionda per raggiungere il pianeta degli anelli. Il robottino Huygens è poi atterrato sul satellite principale di Saturno, Titano ed è finora la più lontana sonda atterrata su un altro pianeta.










