Buon San Valentino

 

APOD: 2012 February 14 – The Rosette Nebula.

 

Una rosa disegnata nel cielo dal Grande Pittore Cosmico.

La dedico a tutti coloro che, da innamorati, soffrono le pene della solitudine e della lontananza dalla persona amata.
Una lontananza che può essere un continente, ma anche solo un pianerottolo o una stanza.
Amate e non abbiate paura dei sentimenti.
Se c’è un motivo per vivere è proprio per questo.

Darwin, Scienza e Fede

Charles Darwin

La giornata di oggi è dedicata alla nascita del celebre naturalista Charles Darwin, colui che per primo ha proposto una teoria evolutiva per le specie viventi attraverso il meccanismo della selezione naturale.

Durante il Darwin Day alcuni circoli intellettuali organizzano convegni e manifestazioni per ricordare – il giusto – contributo che Darwin ha dato al pensiero scientifico.
Purtroppo però alcuni di questi circoli finiscono per strumentalizzare il pensiero darwiniano per mostrare come nel mondo non ci sia bisogno di un Dio che pianifichi e sorvegli la nostra esistenza, che ogni forma religiosa sia solo un falso e obsoleto mito.
Io penso invece che questi cerchino di scacciare vecchie forme di religione con un’altra religione.

Darwin ha indicato una strada più corretta dal punto di vista scientifico di quanto lo sia la creazione divina, ma anche Galileo e Keplero indicarono che il sistema eliocentrico era scientificamente più corretto del sistema tolemaico adottato dalla Chiesa fino ad allora.
Da questo punto di vista Darwin non ha fatto teologia più di quanta ne abbiano fatta altri filosofi e scienziati prima e dopo di lui, semmai fanno teologia proprio coloro che dicono di aborrire ogni religione in virtù degli insegnamenti di Darwin.

Questi approcci fondamentalisti fanno male alla Scienza quanto il tribunale del Sant’Uffizio lo fece a Galileo Galilei o l’intolleranza dei seguaci del Vescovo Cirillo quando distrussero la Biblioteca di Alessandria.

La Scienza non è fede, è discussione. 

 

Global Warming, New Deal and the foolishness

La differenza fra politico e statista. Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.

Alcide De Gasperi

 

Umby

Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni è l’estremizzazione delle condizioni meteorologiche dovute a un  fenomeno tristemente noto come Riscaldamento Globale (Global Warming) 1.

Non è affatto facile dire di chi sia la colpa più immediata di questo fenomeno: potrebbe essere parte di un ciclo tutto sommato naturale di ampiezza secolare – la raccolta diretta delle informazioni sulla temperatura ha meno di duecento anni, oppure essere la conseguenza diretta della dipendenza della civiltà tecnologica attuale dai combustibili fossili 2.
Qualunque che sia l’origine del riscaldamento globale esso sta minacciando la nostra civiltà come nient’altro aveva fatto finora.
Per rimanere nel nostro cortile di casa, le cronache italiane di queste ore lo dimostrano ampiamente: è bastato un’ondata di maltempo generalizzato sul territorio nazionale che tutto si è paralizzato: traffico ferroviario e stradale , approvvigionamento elettrico e idrico paralizzato, rischio di esaurimento delle scorte di gas naturale per il riscaldamento … tutta una serie di incidenti che però si sono dimostrati efficaci per bloccare il paese per giorni e, in alcuni casi, per settimane.
Provate ad immaginare cosa potrebbero fare tanti singoli episodi di parossismo climatico tutti insieme: non molto tempo fa a Genova sono morte delle persone per l’imperizia di intubare un torrente nella città; piogge di 48 ore sono riuscite a paralizzare regioni intere con danni per milioni di euro: siccità che inginocchiano comunità e regioni che non vedono acqua da mesi con danni altrettanto gravi.
Eppure un minimo di prevenzione e di attenta pianificazione negli interventi sul territorio potrebbero evitare queste  spese: quello che è necessario per riparare – e ripagare – i danni è spesso molte volte il costo della semplice manutenzione e/o  messa in sicurezza del territorio. Strano che i tecnocrati prestati alla politica non mostrino di prestare abbastanza attenzione a questo.

La diga di Hoover fu costruita durante la grande depressione in maniera da fornire energia elettrica a basso costo per l'industria statunitense, fu inaugurata il 30 settembre 1935 dal presidente Franklin D. Roosevelt.

Occorre una leva per rilanciare l’economia? Nel 1933 Franklin Delano Roosevelt lanciò all’interno del progetto socioeconomico conosciuto come New Deal uno strumento potentissimo, il Works Progress Administration (WPA), che impiegò milioni di disoccupati nella creazione di grandi opere pubbliche che avrebbero cambiato il volto dell’America per sempre rendendolo moderno ed efficiente.
Un piano per la messa in sicurezza del territorio e l’avvio di opere per la ristrutturazione e l’efficienza  energetica nell’edilizia pubblica e privata sotto il controllo e la gestione di un’agenzia governativa simile alla WPA porterebbe innumerevoli benefici in termini di spesa per le emergenze, una minore dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico e il rilancio dell’economia interna e l’assorbimento della disoccupazione.
Un piano simile sarebbe ancora più efficace se fosse deciso e coordinato in sede europea, ma la miopia dei politici europei interessati più alla finanza che all’economia, più alle successive elezioni che al progresso preferiscono cinesizzare 3 il sud del continente europeo piuttosto che occuparsi del benessere comune dei popoli che sono stati delegati a guidare.

Il Global Warming mette la nostra civiltà di fronte a una scelta: continuare come se niente potesse mai accadere, continuare a inseguire il mito della crescita infinita che i ciarlatani neoliberisti predicano – con successo purtroppo – alla  politica internazionale  o decidere di cambiare per il futuro della civiltà e delle prossime generazioni.
Certo è che se continueremo ad inquinare e consumare come abbiamo fatto finora il pianeta si scrollerà  di dosso la razza umana e continuerà come se questa non fosse mai esistita.

Viva la neve!

Umby

Questi sono stati giorni un po’ strani. L’allerta meteo c’era da giorni, io stesso avevo presente la situazione meteorologica della settimana successiva attraverso un banale servizio presente sul mio smartphone ormai stagionato. Eppure si sono avverati una serie di disagi -anche gravi – che non dovrebbero accadere in un paese civile che si vanta di essere una potenza industriale.
A Roma ne sono successe – e ne succedono – di tutti i colori: città semiparalizzata etc. Paradossalmente al suo aeroporto, Fiumicino, i voli sono quasi regolari, mentre i collegamenti con la Città Eterna sono in tilt: addirittura molti taxi che abitualmente fanno la spola con l’aeroporto non hanno neppure le catene o le gomme termiche per viaggiare!
In Toscana molti cavi elettrici sono stati interrotti dai rami degli alberi che sono caduti sui tralicci di media e bassa tensione per le abbondanti nevicate bloccando l’elettricità in molti paesi e verso le case più isolate.

Qeste sono cose che non dovrebbero assolutamente accadere: se si vuole offrire il servizio di taxi bisogna mettere sul conto che magari un  paio di catene a bordo possono essere utili un giorno o l’altro, come sarebbe opportuno un minimo di prevenzione da parte delle amministrazioni pubbliche  per evitare di far crescere gli alberi lungo le linee energetiche nei boschi e ridurre così i rischi di blackout.

Ce ne sono a centinaia di piccole cose da fare per non cadere nel panico alla prima nevicata, questo vale sia per i comuni cittadini e per le pubbliche amministrazioni e che possono far risparmiare denaro.

Volete un paio di esempi di cosa potremmo fare nel nostro piccolo? comprate le catene per la vostra auto quando non servono e tenetele in auto sempre, anche d’estate; non pesano, non occupano spazio e vi costeranno senz’altro meno che quando ce ne sarà bisogno.
Tenete in casa un ballino di sale da 10 – 25 kg da spargere un po’ sulle terrazze, balconi o vialetti per evitare la formazione del ghiaccio: costa pochissimo e spesso fa la differenza.
Comprate uno o più gruppi di continuità per PC: sono ottimi anche per ricaricare i cellulari se proprio dovesse andar male, almeno potrete comunicare.

Possiamo fare tante piccole cose per facilitarci la vita durante un’emergenza neve, così potremmo tornare a dire: «Viva la neve!»

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Le aurore della 1402

2012; Video by Chad Blakley and Lights Over Lapland (lightsoverlapland.com)

 

Credit: SOHO/NASA

Lunedì scorso il Sole ha fatto un po’ di capricci com’è sua consuetudine in questa fase del ciclo solare che volge al massimo del suo periodo undecennale.
Nei giorni successivi la Terra è stata bombardata da milioni di tonnellate di plasma caldissimo, composto perlopiù da protoni, prodotto dal gigantesco CME di classe 8,9 di quel giorno.
I risultati di questo bombardamento si sono visti  in queste splendide aurore boreali, come potete vedere nel breve time-lapse ripreso in Lapponia (qui sopra).
Queste aurore sono risultate ben visibili anche da latitudini molto basse negli Stati Uniti, come dimostra questa fotografia qui sotto scattata a Marquette, nello  stato del Michigan, che ha una latitudine simile a quella di Ginevra in Svizzera.

Intanto, il gruppo di macchie solari 1406 si è fatta risentire il 26 tra le 01:00 e le 06:00 UT con una serie di brillamenti di classe C che non dovrebbero comunque preoccuparci.


 



 


Credit: Shawn Malone, Marquette (MI) – Image taken: Jan. 25, 2012

 


E’ morto Franco Pacini il mondo dell’astrofisica in lutto

Ho conosciuto Franco Pacini solo attraverso le sue opere e le sue apparizioni in televisione. Però il suo amore per la scienza e la divulgazione le conosco anch’io, perché nel mio piccolo e insignificante Blog cerco di fare lo stesso.
Ogni volta che capito a Firenze sogno di andare alla Specola di Arcetri in gita, sono anni che ci penso e non l’ho ancora mai fatto. Ora quando capiterò da quelle parti penserò anche a Franco e all’amore per la conoscenza che ha saputo trasmettere anche a chi non lo aveva conosciuto di persona.

Cieli sereni Franco.

 

 

E’ morto Franco Pacini il mondo dell’astrofisica in lutto – Firenze – Repubblica.it.

La scienza a fumetti

Parlare del connubio tra scienza e letteratura in un paese di scienziati e poeti non poteva non esserci spazio per una delle forme letterarie più rivoluzionarie degli ultimi duecento anni: il fumetto!

Se cercate una caratteristica tutta squisitamente umana questa è l’immaginazione.

Credit: Wikipedia

L’immaginazione nella lunga storia umana ha avuto un ruolo non indifferente nell’evoluzione della civiltà, dai racconti fantastici sulle battute di caccia – senz’altro ingigantiti fino all’inverosimile – che i primi umani si raccontavano e dipingevano nelle pareti delle grotte debolmente illuminate dai loro primi fuochi, fino alle meraviglie ormai perdute della letteratura e della scienza umana che furono distrutte nella grande biblioteca di Alessandria nel suo ultimo e ferale assedio.
Ma l’umanità non smise di sognare, la letteratura e la scienza presero semplicemente altre vie, nei monasteri cristiani in Europa – e in Italia – dove i libri venivano copiati a mano financo gli ovvi e immancabili errori, o nell’immenso Impero Ottomano dove la scienza e la letteratura classica trovarono nuovi mecenati che ne perpetuarono la memoria e anzi l’arricchirono quando ne fu possibile 1.
Fu così che in Italia nel XIII secolo il gusto dell’immaginazione risorse e rifiorono le arti, le scienze e la letteratura. Quel bellissimo periodo della storia umana dette origine a forme letterarie nuove, in Italia e in Toscana in particolare. La Divina Commedia di Dante Alighieri fu scritta nello stesso linguaggio parlato dalla gente comune, il volgare, trasmise le prime fondamenta di una Terra non più piatta fuori dall’ambito accademico dell’epoca 2.
I punti dove la scienza e la letteratura si incontrano nella letteratura italiana sono tanti, probabilmente il più famoso di questi è la celeberrima opera galileiana Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo scritta tre secoli dopo la Divina Commedia.
In questo contesto è interessante notare come un filone considerato – a torto – povero quale il fumetto ha invece dato molto a riguardo: Romano Scarpa per la striscia Disney Topolino ha inventato personaggi come Atomino Bip Bip  nel racconto a fumetti Topolino e la dimensione Delta, introducendo presso i lettori l’idea niente affatto peregrina che l’Universo si estenda oltre le quattro dimensioni percepite 3, oppure Massimo de Vita, che creando con la sua matita il professor Zapotec e il suo assistente Marlin ha proposto al grande pubblico il difficile tema dei viaggi nel tempo e i loro paradossi.
Molte storie a fumetti della banda Disney hanno tratti scientifici o fantascientifici, ricalcando i temi caldi della ricerca scientifica del momento, come le esplorazioni spaziali o sottomarine.
Fuori dalla banda Disney altri protagonisti di famosi fumetti italiani come Nathan Never, Legs Weaver e l’Universo Alfa hanno numerosi punti di contatto col mondo scientifico come le Colonie Orbitali 4 o la possibilità dell’esistenza di più universi paralleli, concetto questo che viene ora studiato in una estensione della Teoria delle Stringhe.
La scienza accennata e raccontata attraverso la letteratura a fumetti ha così potuto raggiungere la fantasia e l’immaginazione di tantissimi bambini e ragazzi in età scolare consentendo loro di sognare e fantasticare orizzonti nuovi e inesplorati. Alcuni di loro hanno poi scelto di trasformare i loro sogni in realtà seguendo una carriera di studio scientifica. Certo sicuramente non è stato tutto merito della letteratura a fumetti, ma cos’altro  potrebbe indurre un bambino a interessarsi al mondo scientifico se non qualche avventura di Archimede Pitagorico o un’epopea dei Paperi nello spazio?

Uno degli errori più diffusi è quello di aprostrofare il fumetto come un prodotto “semplicistico”, un qualcosa di scarso valore. Ma non è affatto così. Nel fumetto entrano in gioco il testo e le immagini. Ognuno di questi due elementi è fondamentale nella lettura e nella comprensione: il nostro cervello deve incrociare le informazioni che si ricavano dalle immagini con quelle del testo. Ci sono persone che non sono mai state abituate fin da piccole a leggere i fumetti e trovano difficoltà, da grandi, nel farlo. Leggere i fumetti significa fare ginnastica con i nostri neuroni che devono essere allenati fin da piccoli, altrimenti da grandi le difficoltà per imparare ad apprezzarli diventano enormi.
Il fumetto nasce per dar vita a mondi che stanno al di fuori dell’ordinario. Questa è stata la chiave del successo a livello planetario, realizzando storie che nessun altro linguaggio è mai stato in grado di produrre con la stessa immaginazione, con lo stesso linguaggio comunicativo, con la stessa inventiva. Mondi straordinari, avventurosi, fuori dell’ordinario hanno portato nella nostra vita e nei nostri cuori grandi eroi, supereroi, ma anche protagonisti che da nulla sono diventati i nostri eroi. Semplicemente… Il ritrovarli puntualmente, ogni mese, in libreria o dal nostro giornalaio li fa diventare i nostri “amici”. Loro, che sono personaggi nati dal tratto di matita e dall’immaginazione, avvicinano noi lettori ad un mondo che sentiamo nostro, o che sogniamo o che ha qualcosa dell’uno e qualcosa dell’altro. E loro entrano nel nostro piccolo mondo.
Ricordo un giorno che un mio amico mi raccontò quanto i fumetti avessero accompagnato e influenzato la sua infanzia e adolescenza.

Credit: Wikipedia

Cresciuto con Topolino, Tarzan, Zagor, Tex, Capitan Mikii e Alan Ford, il vocabolario della lingua italiana veniva arricchito di settimana in settimana, grazie alla spontaneità con cui i termini venivano presentati, in modo chiaro e soprattutto divertente nelle striscie di grandi fumettisti.
Per esempio, la storia di Rossella O’Hara e Rhett Butler in “Via col Vento” fu per questo bambino prima di tutto un fumetto e, solo in un secondo momento, una storia in versione cinematografica con due grandi attori che, tuttavia, non furono in grado di detronizzare i Grandi Paperi  che, travestiti con sfarzosi ed eleganti abiti e calati nel Sud degli Stati Uniti durante la Guerra di Secessione, avevano entusiasmato un’intera generazione di lettori con le loro avventure.
Uno dei personaggi preferiti da questo bimbo era Super Pippo. Una mattina decise che avrebbe voluto fare anche lui l’eroe, lanciandosi dalla finestra di casa con un asciugamano annodato al collo, imitando in tutto e per tutto Pippo. Fortuna volle che il dislivello tra finestra e terreno non fosse poi così grande, e buttandosi giù non si ruppe l’osso del collo. Di certo, sperimentò sulla sua pelle che qualcosa, nella gravità, nell’aria, nell’asciugamano annodato al collo non andava: l’esperimento non era affatto riuscito. Non contento, qualche tempo dopo, dai fumetti questa volta di Tarzan, decise di appendersi ad un filo molto lungo (che, tra l’altro, terminava con una lampadina, immaginiamo il pericolo passato da questo bimbo particolarmente curioso) e di coprire una distanza di qualche metro passando da un’estremità all’altra di quella che lui considerava una corda. Aggrappatosi, fu un attimo a tirare giù tutto…
I fumetti gli hanno sicuramente insegnato alcune storie classiche, ma nello stesso tempo c’erano aspetti che non riusciva a ritrovare nella realtà, come volare su una fune, imitando Tarzan, o buttarsi da una finestra e planando in modo dolce, come riusciva sempre a fare Super Pippo. La gravità, quella vera, gli ha mostrato che può essere tanto importante, ma anche tanto pericolosa. Questo indica il fatto che il fumetto viene preso sul serio dai bambini, tanto che i più coraggiosi cercano di ricreare, correndo seri rischi, la situazione vissuta dall’eroe.
La scuola dovrebbe insegnare di più coi fumetti e con i film.
Enzo Biagi ha raccontato “La storia dei popoli a fumetti” attraverso le vicende dei popoli che lo hanno abitato, lungo il trascorrere delle epoche storiche: dall’Antico Egitto alla tragedia dell’11 settembre. Biagi ha raccontato “La storia d’Italia a fumetti” dove non solo venivano mostrate le grandi avventure di Giulio Cesare, ma anche le rivoluzionarie scoperte di Galileo. La Walt Disney italiana ha finito di pubblicare mensilmente in trentaquattro volumi la storia vista con gli occhi dei Paperi.

Dal fumetto: “Le vite di Galileo” di Fiami, Edizioni CLEUP, Padova 2009. Crediti: Fiami, http://www.fiami.ch .

L’autore e fumettista svizzero Fiami (http://www.fiami.ch) da anni lavora e pubblica i fumetti dedicati alla storia della fisica, della matematica, dell’astronomia, della chimica con protagonisti del calibro di Einstein, Galileo, Marie Curie che puntualmente vengono letti dagli studenti delle scuole superiori di Ginevra.
Con “Le vite di Galileo” Fiami ha avuto un successo planetario, pubblicando il suo fumetto in ben otto differenti lingue, tra cui anche in italiano (edizioni CLEUP, Padova, 2009).
E’ decisamente più facile e più divertente studiare con i fumetti. Conosciamo bene quanto ostica e odiata sia la storia, o la fisica, o le scienze e quanto sia ostico e difficile sia imparare, ricordare date, formule e concetti.
Ma se lo facessimo col sorriso… forse tutto risulterebbe più  comprensibile e divertente!

Umberto & Sabrina


Questo articolo è stato scritto a 4 mani da Umberto Genovese e Sabrina Masiero per il 27° Carnevale della Fisica ospitato da GruppoLocale curato da Marco Castellani a cui va il personale ringraziamento degli scrittori.

Le stelle invernali

Una volta un famoso  – in Italia – jingle pubblicitario recitava più o meno così:

le stelle sono tante
milioni di milioni
la stella di ….
vuol dire qualità! 1

Proiezione stereografica del cielo invernale – Credit: Il Poliedrico

Sicuramente una stella così appariscente potrebbe appartenere al cielo invernale boreale, scrigno delle più luminose stelle visibili nel nostro cielo.
Infatti sulle prime 10 stelle apparentemente più luminose solo 3 appartengono al cielo estivo: Vega, Arturo e Altair (tralascio la costellazione del Centauro perché non è visibile alle nostre latitudini).
Comunque questa è solo una coincidenza s’intende, non c’è un disegno specifico dietro più di quanto siano reali le costellazioni.
È che in inverno osserviamo una porzione di cielo particolarmente ricca di stelle luminose e vicine a cui anche il Sole appartiene: il Braccio di Orione.

D’estate invece lo sguardo al cielo è rivolto verso il centro della Galassia, che noi non vediamo per la presenza di gas e polveri nel braccio del Sagittario che ne ostruiscono la vista.

In quella direzione entra anche  in gioco la debole luminosità diffusa di miliardi di stelle e delle nubi di polvere della Via Lattea.

Proiezione stereografica del cielo estivo – Credit: Il Poliedrico

Questa debolissima luminosità di fondo incide sul contrasto del cielo e fa sì che le stelle più brillanti appaiano all’occhio meno contrastate, mentre d’inverno guardiamo verso il bordo esterno della Galassia, dove le stelle sono meno numerose e paiono più contrastate.

Quindi sono questi i fattori che influiscono sulla qualità del cielo escludendo le turbolenze della nostra atmosfera, l’inquinamento luminoso etc.

In merito al quizzone rispondo solo che con il freddo la densità di un gas tende ad aumentare per cui l’aria d’inverno non è più rarefatta, anzi è vero il contrario.
Tralasciando le altre risposte errate, solo la seconda era giusta, d’inverno guardiamo nella direzione dove ci sono le stelle più brillanti del nostro cielo.

CME di classe 9 dal Sole

Leruzione della zona 1402 ripresa nell'ultravioletto dalla sonda SDO della NASA - Credit NASA/SDO

Proprio stamani alle o4:00 UTC c’è stata sul Sole una espulsione di massa coronale di classe 9 provocata dal gruppo di macchie solarì chiamato 1402.
È stata un’espulsione abbastanza massiccia, di diversi miliardi di tonnellate di plasma, che ha allarmato i controlli satellitari a Terra. L’arrivo previsto del CME che viaggia a circa 2200 km/s è per domani 24 gennaio verso le 14:18 UTC come dimostra l’animazione in questa pagina, mentre nella serata del 25 gennaio  raggiungerà Marte.

Questo è una delle espulsioni di massa coronale più potenti di questo ciclo solare finora registrate, menomale che la componente magnetica è uguale a quella terrestre e questo dovrebbe limitare molto gli effetti negativi del CME, che comunque regalerà delle bellissime aurore alle alte latitudini, ma che potrebbe regalare piacevoli sorprese alle latitudini più basse.
Se vivete o andate sulle Alpi e il cielo è sereno date un’occhiata – e munitevi di fotocamera – a nord, forse ne varrà la pena.

Credit: http://iswa.gsfc.nasa.gov