Polvere di stelle

Credit: Spaceweater.com

Lo sciame delle Quadrantidi

Le Quadrantidi sono uno sciame  visibile i primi giorni di gennaio. Il suo picco si sposta dal 3 al 4 del mese e il suo radiante è nella costellazione di Boote.
Questo è uno sciame un po’ diverso dagli altri: difatti è molto giovane, ha circa 500 anni ed ha la sua origine da quello che attualmente è classificato come l’asteroide 2003EH1, ma che in passato pare  sia stato una cometa osservata dagli astronomi cinesi, giapponesi e coreani alla fine del  XV secolo chiamata C/1490 Y1

In Europa eravamo tutti presi dallo spettacolo dell”eclissi di Sole , che ci siamo quasi dimenticati dello sciame meteorico  delle Quadrantidi che raggiungeva il suo picco appena poche ore prima.
Secondo i dati dell’International Meteor Organization (IMO) che raccoglie i dati di tutto il mondo, il tasso zenitale orario è stato di quasi un centinaio di meteore all’ora.
In quei momenti in cui molti di noi dormivano, Mike Hankey di Freeland, Maryland, ha osservato questo bolide esplodere in cielo provocando un flash luminoso quanto il pianeta Venere e una scia che si è dissolta in dieci minuti.

In Europa l’eclissi di Sole, in America le Quadrantidi con i bolidi che esplodono nel cielo: l’inizio dell’anno promette bene per gli astronomi di tutto il mondo.

Appuntamento con l’alba

Il Coso montato sul teleobiettivo

La sera prima era nervoso. Aveva fatto carte false col tempo  per finire di costruire il Coso ma non era certo del suo funzionamento; sarebbe bastato un forellino, un pertugio non chiuso perfettamente e tutti i suoi sforzi di una settimana sarebbero stati vani.

Ma come, un evento così importante e lo preparava all’ultimo momento???
No, no, era colpa una volta tanto dei corrieri che avevano inviato l’anima del Coso a 2000 chilometri più a sud, che quindi era arrivata soltanto il 28, giusto sei giorni prima. Il lavoro e la famiglia poi non concedevano molto tempo per studiare come realizzare il Coso, fare i prototipi e testarli.
Poi la notte di Capodanno, mentre l’umanità festeggiava, ecco l’ispirazione, il genio: Cartoncino Bristol!
Aveva dei fogli di cartoncino in formato A4 e una stampante laser che marchiava anche i chiodi, se necessario.
Fu così che disegnò una striscia lunga quanto il foglio (29 cm) e larga 3 cm, con una dentellatura laterale di 2 x 1,5 cm e due grossi quadrati di 16 x 14 cm con un cerchio al centro grande quanto il paraluce che avrebbe sorretto il Coso.

Disegno del Coso

Ritagliò la striscia e i quadrati, ritagliò con un taglierino i cerchi e le dentellature che poi andò a piegare verso l’esterno e arrotolò la striscia intorno al paralume. Perfetto! Incollò le estremità di cartone tra loro e poi tutto l’anello a uno dei quadrati di prima, spalmando di colla vinilica tutta la superficie e i denti di appoggio ben aderenti. Rinforzò il tutto con un terzo quadrato che aveva avuto cura di preparare prima, infilando l’anello nel foro, coprendo e bloccando i denti dell’anello. Ancora una abbondante pennellata di colla come nel decoupage avrebbe irrobustito la struttura superiore del Coso.
Il 2 gennaio fu dedicato tutto alla verniciatura del Coso. La colla aveva svolto egregiamente la sua funzione e la struttura portante del Coso era rigida e robusta ma leggerissima. Stese due mani belle abbondanti di vernice spray nera e opaca sull’interno dei quadrati del Coso e l’interno dell’anello (il secondo quadrato, ricordate? non era separato dal primo e i fori erano speculari) e quando queste erano definitivamente asciutte, dette ancora due abbondanti mani di vernice spray argentata sull’esterno dei quadrati e all’esterno dell’anello. Bello, ma ormai anche il 2 se n’era andato, restava soltanto un altro giorno. Appena.
L’ultimo giorno disponibile stava per scadere. Fu allora che ritagliò un quadrato di pellicola Astrosolar che se n’era andata a spasso per il mondo, forse con Babbo Natale, di 13x 13 cm, avendo cura di toccarla con le pinzette e solo dopo aver indossato guanti di lattice per non lasciare inopportune impronte sulla delicatissima pellicola. L’adagiò delicatamente all’interno del secondo quadrato che aveva spennellato di colla vinilica sulla parte nera, quella interna, avendo particolare cura intorno al bordo del foro. La pellicola si stese da sé, senza grinze, naturale. Richiuse il primo quadrato con l’anello sul secondo con l’anima di Astrosolar e sigillò i due quadrati con nastro adesivo.

Sole tra i rami

Era emozionato. Il Sole ormai era basso e quella era la sua unica occasione di collaudo del Coso, per dimostrare che l’intuizione di Capopdanno era stata giusta. Puntò la fotocamera col Coso montato verso la stella mentre la luce di questa attraversava i rami secchi di una vecchia quercia lontana e scattò. Non badò alla cura della messa a fuoco e delle variabili di scatto, l’importante era dimostrare che il Coso funzionava!
Il resto della serata lo passò a preparare la sua attrezzatura: fotocamera, obiettivi, schede di memoria, cavi e il laptop; si assicurò che le batterie fossero cariche e che non mancasse niente per l’appuntamento.

La mattina dopo baciò e salutò sua moglie, svegliò i suoi due pargoli e li vestì bene contro il freddo pungente.
Appena arrivati sul luogo dell’appuntamento,  i tre temerari fecero appena in tempo a vedere l’inizio dell’eclissi di Sole che li aspettava: il Sole appena sorto mostrava già i segni dell’incontro con la Luna. Il Coso mostrò di funzionare, ma le nuvole furono inclementi: coprirono subito con un velo l’unione cosmica dei due astri rendendo vani tutti i sacrifici.

Immagini stenoscopiche

Anche se il nome suona difficile, in realtà si tratta di un procedimento estremamente  semplice. Un’immagine stenoscopica si ottiene con una banalissima camera oscura, ossia una scatola con una carta fotografica da una parte e un quasi microscopico forellino dall’altra.
La  luce penetra da quell’unico forellino e impressiona la carta; tutto qui.

Credit Jan Koeman, Middelburg, the Netherlands

Certo, magari non tutti possono disporre di quel minimo di tecnica per maneggiare la carta fotosensibile e la pazienza necessaria per questo tipo di sperimentazione che richiede di lavorare in  una camera oscura (io per esempio ho le dita a prosciutto) ma i risultati sono bellissimi, come potete vedere da questa foto a lato.
Questa foto, realizzata con la camera stenoscopica, mostra il Sole dall’alba al tramonto per sei mesi ininterrotti di esposizione. I punti in cui le linee sono interrotte indicano una copertura nuvolosa che ha oscurato il cielo. Questo genere di riprese ha un nome ben preciso: solargrafia, con migliaia di fans in tutto il mondo.
Addirittura la NASA ha allo studio un progetto chiamato New Worlds Imager che dovrebbe permettere di studiare i pianeti extrasolari  con questa tecnica: una struttura di circa un chilometro di diametro con foro di 10 metri al centro, e uno specchio collimato con l’altra struttura grande quanto il foro, a 200 000 chilometri di distanza!
Comunque senza fare progetti pindarici, il concetto di camera oscura potrà rivelarsi utilissimo a breve per quanti vorranno cimentarsi a osservare l’eclisse di Sole (vedi l’articolo su questo Blog) senza rischiare la vista con mezzi di fortuna (che io sconsiglio): se avete una stanza rivolta verso il Sole (sud, sud est) potete praticare un minuscolo forellino in un cartone o  una scatola, anche quelle da scarpe vanno benissimo,  e osservare l’andamento del fenomeno sul pavimento o sulla parete opposta … capovolto! Potete a questo modo disegnare, magari su carta l’impronta del Sole e della Luna che si muovono con l’avanzar del tempo,  un po’ come faceva il celebre pittore veneziano del XVIII secolo Giovanni Antonio Canal quando disegnava i suoi celebri paesaggi.

Anche questa è scienza.

La foto misteriosa

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Quiz di fine anno:

1) Cosa è rappresentato nella foto?
2) Come è stata fatta?

La risposta e l’eventuale vincente al quiz lo saprete a gennaio. Tentate…

Un pallido puntino blu

La Terra osservata nel 1990 dalla Voyager1 da 6 054 558 968 chilometri. le bande colorate sono artefatti dovuti al bagliore del Sole - Credit: NASA JPL


« Da questo distante e vantaggioso punto di vista, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi.
Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.
L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un minuscolo granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.
Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odi.
Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico.
Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. »

Carl Sagan

Come osservare l’eclisse di Sole del 4 gennaio 2011

L’eclisse lunare scorsa era invisibile in Italia, ma questa eclisse di Sole del 4 gennaio 2011 sarà visibile dall’alba a tutta la mattinata, cielo permettendo. Qui di seguito ho creato una tabella che indica le ore più importanti dell’evento per alcune città italiane; se dovesse mancare la vostra, prendete d’esempio il calcolo per la città più vicina.

Quello che però mi preme sottolineare e che questo genere di osservazioni non va preso troppo alla leggera: un’esposizione diretta anche se accidentale degli occhi alla luce solare può causare gravi danni alla retina, fino a produrre una cecità.
Un buon filtro solare sicuro lascia passare solo lo 0.003 % della luce solare visibile e lo 0.5 % della radiazione infrarossa, pertanto tutti i filtri meno efficenti possono essere molto pericolosi.
I vetri affumicati con la candela, come spesso viene tramandato dalla tradizione popolare sono in realtà fra i più pericolosi: il nerofumo della candela è disomogeneo e al tatto va via, oltre a non essere un buon filtro.
Anche i mitici vetrini o occhiali da saldatore possono non essere adatti: infatti la maggior parte di essi è adatta a osservare sorgenti di saldatura di qualche centinaio di kelvin, il Sole invece è un po’ più caldo! Quindi consiglio di usare vetrini inattinici di scala DIN 14:

Quindi quando si parla di occhi la prudenza non è mai troppa, io consiglio infatti di acquistare degli occhialini con pellicola speciale chiamata Astrosolar, studiata apposta per un uso astronomico.

In alternativa, ma non me ne assumo alcuna responsabilità, mostro come si possono autocostruire occhialini di cartone adatti all’osservazione solare:

1) sul del cartoncino bristol ritagliate una figura come il modello qui sotto:

2) e su un foglio di mylar come in questo disegno:

3) incollate con un filo sottile e continuo sul bordo di colla cianoacrilica la maschera sul telaio in cartone e verificate che non passi la luce da alcuna altra parte se non dagli spazi preposti.

Il mylar si può acquistare nei negozi di ottica e astronomia: è simile al poliestere argentato con cui vengono incartate le uova di pasqua. L’importante è che non presenti difetti, grinze o buchi. La parte argentata deve essere rivolta verso l’esterno e la superficie deve essere priva di qualsiasi difetto o forellino, basta osservarla controluce ad una lampada ad incandescenza per accertarsene. Il mylar che invece si trova nelle cartolerie non è invece adatto, in questo sfortunato caso, se proprio volete, è bene usare due maschere sovrapposte, sempre col lato argentato rivolto all’esterno, ma il suo uso è a vostro rischio e pericolo.

Un’altra soluzione molto economica e molto più sicura è quella di osservare la luce del Sole proiettata su un foglio bianco da un forellino in una scatola o foglio di cartone da circa un metro di distanza: è un elioscopio certamente rudimentale, ma infinitamente più sicuro di un filtro inadeguato e altrettanto spettacolare.

Un’ultima precauzione: qualche temerario inesperto potrà avere il colpo di genio di usare un binocolo o un cannocchiale magari dopo aver indossato gli occhiali protettivi: NON FATELO! moltiplichereste la quantità di luce al filtro e agli occhi, con conseguenti seri rischi. Questo genere di filtri vanno usati sempre a monte di qualsiasi strumento ottico, mai a valle!

Detto questo non mi resta che augurarvi una buona e consapevole eclisse. Cieli sereni a Tutti.

L’importanza di una eclisse

Credit: Jonathan Sabin - Ellenton, Florida

Sono passati ben 372 anni dall’ultima volta che c’è stata una  eclisse totale di Luna durante il solstizio d’inverno, peccato che non sia stata visibile dal nostro paese, se non per pochi minuti prima dell’alba, cielo permettendo. Per questo non me la sono sentita di scrivere qualcosa in merito per annunciare un fenomeno che con tutta probabilità non sarebbe forse nemmeno notato.
Vorrei solo sottolineare l’importanza delle osservazioni visuali, e ovviamente fotografiche, di un evento tutto sommato abbastanza banale.
Come ha sottolineato anche l’ottimo sito spaceweather, è importante l’osservazione anche solo visuale di una eclissi di Luna. Le informazioni che si possono ricavare dal colore e dalla Luminosità della Luna in ombra sono un indice preziosissimo sulla qualità della nostra stratosfera.
Infatti, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la Luna non scompare mai del tutto, come ci si aspetterebbe da un corpo che entra in un cono d’ombra, specie se questo cono d’ombra è proiettato dalla Terra stessa. La nostra atmosfera diffonde la luce solare nel nostro cono d’ombra all’altezza della Luna rendendola comunque visibile, anche se arrossata, più o meno per lo stesso fenomeno che rende rosso il Sole all’orizzonte.

Quando qli strati più alti della nostra atmosfera sono più sporchi, come ad esempio dopo un’eruzione vulcanica, la qualità e la quantità di luce diffusa cambia, e più la nostra atmosfera è opaca, meno luce viene diffusa e meno luminosa è la Luna durante l’eclisse.

Per il professore Richard Keen dell’Università del Colorado, l’effetto dell’eruzione del Pinatubo del 1992 che inondò l’atmosfera di milioni di tonnellate di polveri e gas, provocò un abbassamento globale di temperatura di qualche decimo di grado rendendo più opaca l’atmosfera ai raggi del Sole e le eclissi di Luna più oscure.
Quindi le riprese di questa eclisse del 21 dicembre scorso indicano una atmosfera abbastanza limpida, nonostante la famosa eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull che mise in all’erta i cieli di tutta Europa nei mesi di marzo e aprile scorsi.

Quindi è importante l’osservazione visuale dei fenomeni celesti, come per esempio le eclissi, o le piogge di meteore, o le comete quando è possibile. Come vedete anche da una banalità come l’intensità di un cono d’ombra può dare più informazioni di tanti articoli di giornale sullo stesso fenomeno, che si limitano alla cronaca dell’evento, come invece mi sforzo di  fare attraverso questo Blog.

Dimenticavo: per chi ha voglia di godersi alcune immagini dell’eclissi di Luna del 21 dicembre 2010 può trovarle a questo indirizzo.

Cosè la Cintura di Venere

Non conosco al momento il risultato del sondaggio, questo era particolarmente insidioso, era facile confondersi.

Quando il Sole (ma anche la Luna) è vicino all’orizzonte, al tramonto o l’alba, la sua luce è rossa, questo è perché  per raggiungere l’osservatore attraversa uno strato particolarmente denso di atmosfera, che funziona come un filtro, diffondendo tutti i colori tranne il rosso

L’ombra della Terra, conosciuta anche come segmento scuro, è l’ombra che la Terra proietta sulla sua atmosfera e qualche volta si può vedere due volte durante la giornata: prima dell’alba e subito dopo il tramonto.
Purtroppo non sempre è possibile vedere questo fenomeno, che pure si ripete quotidianamente come è vero che la Terra gira, perché peggiori condizioni di visibilità  nascondono l’effetto. Basta un po’ di foschia, nuvole, o semplicemente noi che non prestiamo attenzione alle meraviglie che spesso la natura ci offre, che l’avvicinarsi dell’ombra della Terra non sia vista.
Perché l’ombra della Terra sia visibile, occorre che il cielo sia limpido e l’orizzonte sgombro da ostacoli ed è più evidente nel punto antisolare, esattamente di fronte al tramonto. Un buon posto per vederla è in montagna o un buon momento è dopo una giornata di tramontana.

L’altro fenomeno, che dà anche il titolo ai due articoli, è la Cintura di Venere, che è la parte dell’alta atmosfera ancora illuminata dal Sole la cui luce viene diffusa verso l’osservatore e subisce lo stesso fenomeno che rende il Sole più rosso all’alba e al tramonto, per questo appare rosa. Il resto del cielo è ancora più colpito dalla luce del Sole e quindi ne diffonde di più, per questo appare ancora più chiaro nella foto.

Probabilmente con questo articolo ho ucciso la magia di un momento stupendo, ma forse ora che sapete che cosa dà queste tonalità meravigliose al tramonto ci farete più attenzione la prossima volta e ne apprezzerete la bellezza. La magia è nel momento, non nella sua interpretazione, e ricordate: la notte non è altro che l’ombra della Terra che ci inghiotte momentaneamente domani ci sarà ancora un’altra alba.

L’Italia sfiduciata

L’altro ieri non ha avuto la fiducia il governo, è stata sfiduciata l’Italia.
Non voglio riassumere i fatti ormai ben noti del 14 dicembre, di quelli accaduti in Parlamento o fuori, nella città di Roma; quelli sono, checché ne dicano i coalizzati che hanno chiesto la sfiducia al governo. A questo punto  non basta che facciano autocritica, seppur doverosa; hanno perso: nei programmi, nei modi, nei tempi e anche la – poca- fiducia dei cittadini che ancora possedevano.
L’appello di Gianfranco Fini e del suo FlI  era basato sul modello di una destra laica e moderna.
Questo modello ha un grande nemico rappresentato da uno Stato estero: Città del Vaticano; il quale fregandosene allegramente della sovranità italiana ingerisce sulla politica interna indicando nel Popolo delle Libertà il suo interlocutore privilegiato. A poco importa se il leader di questo partito abbia una dubbia moralità, per quello esistono le assoluzioni e le contestualizzazioni ad personam emesse dai vescovi. Al Vaticano interessa solo l’imponente quantità di denaro che il leader del PdL qli può assicurare, grazie al farragginoso e iniquo sistema dell’otto per mille, la preferenza dei fondi per l’istruzione alle scuole parificate private (quasi tutte cattoliche) e il conseguente smantellamento del più importante concorrente a questo progetto, l’istruzione pubblica.
L’altra principale componente è l’IdV di Antonio Di Pietro.
Infatti il suo programma è basato tutto sulla contrapposizione a parole del leader del PdL Silvio Berlusconi, salvo votare la cretinata del federalismo demaniale [1] [2] o dei sindaci-sceriffi fortemente voluti dall’altro partito xenofobo che è nella coalizione di governo, ossia la Lega Nord. Nei fatti ha portato in Parlamento persone che nel passato forse non sono proprio così immacolate come vogliono far  credere, in realtà alcuni transfughi dell’una o l’altra parte politica sono transitati per quel partito, per rifarsi una verginità, prima che l’eterno piacione Rutelli decidesse di formare un nuovo ennesimo cespuglietto chiamato API (!), pronti a vendersi al miglior offerente (e chi altri può essere se non l’uomo più ricco d’Italia) in cambio del quarto d’ora di notorietà che il salto della quaglia offre.
E poi c’è il Partito Democratico, erede dell’estinto DS, a sua volta ex PdS che prima fu il  PCI,  scomparso con la morte del suo ultimo leader degno di questo nome: Enrico Berlinguer.
Un partito che cambia nome ogni cinque anni per non cambiare i suoi leader (lì si che c’è pluralismo democratico, sono più  di uno!) da venti anni, che sono più occupati a farsi la guerra fra di loro che a pensare di fare qualcosa per il bene del paese; ogni tanto giusto una buona azione, come il discorso del suo segretario Bersani a Montecitorio martedì mattina e nient’altro.

Mai da questi partiti ho visto prendere posizione seria e netta in  Parlamento e fuori per le disastrose condizioni della finanza pubblica, per i terribili risultati economici, per i lavoratori precari e quelli che ormai sono esclusi dal mondo del lavoro, per la scuola pubblica ormai ridotta a chieder l’elemosina alle famiglie degli studenti anche  per la carta igienica [3] !
Intanto fuori, come vuole la leggenda di Nerone [4], Roma bruciava. Manifestazioni di studenti e lavoratori e precari e delusi dall’agire politico di tutti i partiti politici in questi anni di Seconda Repubblica si sono scontrate con le forze di Polizia mentre manifestavano il loro -legittimo- dissenso per questa politica distante dalle loro necessità. Non lo so se gli scontri sono stati creati ad arte o se poche centinaia di stupidi hanno fatto casino per loro diletto, ma in  fondo il risultato è stato lo stesso: delegittimare chi manifestava e di conseguenza le loro proteste agli occhi del resto del Paese che se ne sta rincoglionito davanti al televisore, ormai spettatore passivo della sua disfatta come Cittadino.

[1] In pratica adesso i Comuni hanno la piena titolarità di quei beni immobili e parti di territorio che prima erano del demanio, cioè di tutti. Adesso i Comuni che non possono permettersi queste strutture ex demanio potranno venderle ai privati.
[2] Facciamo una colletta e ci acquistiamo un paradiso ex demaniale per noi? 😛
[3] L’IdV l’ha fatto, ma a mio opinabile avviso è stato più per convenienza politica che per convinzione.
[4] La leggenda vuole che l’Imperatore Nerone fosse responsabile del Grande Incendio di Roma del 64, in realtà non fu così.